EVELYNE HOUSE

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Proprio nel cuore del centro storico della città, dove un tempo passava il decumanus maximus della Bergamo di età romana, si trovano i locali della Fontana di Sant’Agata dove ha aperto il nuovo negozio di Evelyne Aymon.
Un posto suggestivo dove il tempo si è fermato e in armonia ed equilibrio convivono nello stesso luogo i resti di 3 epoche storiche: l’età Romana, il Medio Evo ed il Rinascimento.

Della città romana a Bergamo non è rimasto quasi nulla (se non una forte eredità in termini urbanistici che ha influenzato in modo notevole anche le fasi successive di sviluppo) per questo, il ritrovamento dei resti di un edificio romano all’interno dei locali di Evelyne Aymon è una delle più importanti scoperte archeologiche della città degli ultimi anni. Trattasi di un pavimento a mosaico il cui motivo decorativo è attestato tra il I sec. A.C ed il II sec. d.c. con una superficie di 2,30×2,40 realizzato con piccoli motivi cruciformi bianchi, con tessere nere al centro.

Il Medio Evo è rappresentato dal recupero dell’Antica Fontana di Sant’Agata risalente al XII secolo; la struttura originaria della fontana è rimasta per anni nascosta all’interno di una volta murata, ed è stata recentemente riportata alla luce. Le testimonianze storiche sulla fontana e le cognizioni sul sistema delle acque di questa zona della Città Alta di Bergamo hanno guidato l’intervento di rimozione delle strutture sovrapposte all’impianto originario della fontana, che comprendeva un locale cisterna. Sono emersi un bacino di raccolta dell’acqua e i resti di una vasca di decantazione oggi perduta.

Il Rinascimento è rappresentato dalla volta a botte che copre la fontana dove è venuto alla luce un antico affresco con il trigramma di Cristo diffuso da San Bernardino da Siena, iscritto in un sole raggiato giallo oro su campo bianco stellato, databile tra il XV ed il XVI secolo. La sigla IHS (o in alfabeto greco) indica il nome (cioè “Iesous”, Gesù). In principio, quindi, le lettere H e S erano rispettivamente una eta e una sigma dell’alfabeto greco; ma si sono date anche altre spiegazioni, come l’abbreviazione di “In Hoc Signo (vinces)”, il motto costantiniano di epoca romana.

Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso, per questo è considerato patrono dei pubblicitari. Ad ogni elemento del simbolo, Bernardino applicò un significato: il sole centrale è chiara allusione a Cristo che dà la vita come fa il sole, e suggerisce l’idea dell’irradiarsi della Carità. Il calore del sole è diffuso dai raggi, i dodici raggi serpeggianti cioè i dodici Apostoli e poi da otto raggi diretti che rappresentano le beatitudini; la fascia che circonda il sole rappresenta la felicità dei beati che non ha termine, il celeste dello sfondo è simbolo della fede; l’oro dell’amore. Il significato mistico dei raggi serpeggianti era espresso in una litania: rifugio dei penitenti; vessillo dei combattenti; rimedio degli infermi; conforto dei sofferenti; onore dei credenti; gioia dei predicanti; merito degli operanti; aiuto dei deficienti; sospiro dei meditanti; suffragio degli oranti; gusto dei contemplanti; gloria dei trionfanti.